Storia

Stampa  E-mail  Mercoledì 08 Febbraio 2012 12:29

Calimera è un comune di 7.297 abitanti della provincia di Lecce.

È il secondo centro più popoloso della Grecìa Salentina, di cui attualmente presiede il consorzio.

Etimologia

Alcuni sostengono che il nome Calimera derivi dal greco Καλημ?ρα (Kalimera), che significa buon giorno o, secondo alcuni studiosi, bella contrada. Più probabilmente, però, il nome sembra derivare dalla radice kal, talora trasformato in gal. In questo significato la parola è da ricondursi a luoghi abitati, recintati o, comunque, adibiti a custodia umana, di animali o di altri beni. Per estensione il termine si riferirebbe anche ad anfratto, luogo riparato, sul modello di Galugnano e Gallipoli, Alliste (originariamente Calliste), ecc.

La Storia

Le origini del paese, che si trova lungo la Via Traiana Calabra, l’antica strada che collegava Otranto a Lecce e Brindisi, rimangono incerte. Come per gli altri centri ellenofoni del Salento, il dibattito storiografico, privilegiando l'analisi della lingua grika, lega la sua nascita ad una presunta colonizzazione bizantina o a più antiche radici magnogreche.

Oggi attivo centro nel terziario, noto per la sua vivacità culturale, Calimera era in passato costretta ad attività marginali dell'agricoltura, per la povertà del suo feudo. La sua popolazione era infatti nota per la produzione del carbone, attività che proveniva dall'utilizzo del legname del grande bosco. I "craunàri" erano carbonai e venditori ambulanti di carbone e avevano un santo protettore tutto loro: S. Biagio. E tra i culti ancora radicati tra i calimeresi spiccano ancora oggi quelli per santi di origine orientale: S. Eligio, protettore dei maniscalchi, S. Elia, antico patrono di Calimera, S. Vito, protettore degli animali e S. Biagio, protettore dei carbonai e della gola.

 

Oggi è rimasto molto poco del borgo antico, ma Calimera si distingue nell'area ellenofona per l'intensa attività culturale volta al recupero e alla valorizzazione della grikítà.

 

Simbolo tangibile della 'éllenicità' di Calimera, la bella stele attica donata dal Municipio di Atene al centro salentino nel 1960. Vai ai Cenni Storici su Calimera...

Personaggi Illustri

Tra i suoi uomini illustri Calimera ricorda in particolare Vito Domenico Palumbo, ellenista e letterato, e suo fratello Michele, macchiaiolo, allievo di Giovanni Fattori; Giuseppe Gabrieli, orientalista ed Accademico dei Lincei; Francesco Pantaleo Gabrieli, Presidente di sezione della Corte di Cassazione e poi Giudice costituzionale; Orazio Montinaro, Senatore della Repubblica Italiana e Segretario della Commissione Industria per il PCI-PDS nella X Legislatura. Altri ellenisti calimeresi sono stati Pasquale Lefons e Brizio De Sanctis.

 

Frutto dell'impegno e della sinergia tra istituzioni culturali ed amministrazione pubblica, merita di essere segnalata una vasta produzione letteraria e una ricca produzione musicale che riesce a mantenere vivo un patrimonio collettivo di canti religiosi, di lavoro e di lutto.

 

Infine, tra i cittadini che Calimera ha il dovere di ricordare ed onorare, va citato Antonio Montinaro, agente scelto della squadra mobile della Polizia di Stato, caduto nella strage di Capaci del 23 maggio 1992 mentre adempiva alla sua normale mansione di scorta al Giudice Giovanni Falcone. In sua memoria il Comune di Calimera ha intitolato una piazza ed eretto un piccolo monumento cosituito da un masso estratto dal luogo dell'attentato e da un albero di mandarino di Sicilia.

 

Panoramica

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