Chiesa di San Vito

Ubicata nella campagna a est del cimitero, vicino a uno degli ingressi dell'antico Bosco di Calimera, risale al Cinquecento.

Descrizione

Della chiesa di San Vito si parla per la prima volta in un documento datato 6 marzo 1468, un atto notarile del notaio Gabriele Gaetano di Otranto dove si descrive la chiesetta. Essa aveva tre porte, due delle quali oggi murate; all'interno aveva tre altari ed il più grande in pietra era posto sotto una cupola affrescata. Lo spazio con l'altare era separato da quello dei fedeli.

Alla chiesa appartenevano poi diversi appezzamenti di terre, coltivati dal custode che ebbe l'obbligo di piantare olivi e dividere il ricavato di raccolta e molitura delle olive con la Chiesa. All'inizio dell'Ottocento, la chiesa e i suoi terreni furono assegnati alla Parrocchia di Depressa della Diocesi di Castro, per rafforzare economicamente la Diocesi ormai povera e quindi per evitare la sua soppressione. Nel 1818 la Diocesi di Castro fu eliminata comunque ma la chiesetta di San Vito non fu riconsegnata alla parrocchia d'origine rimase assegnata alla Parrocchia di Depressa per oltre un secolo e mezzo e solo nel 1993 l'istituto del Clero di Otranto trasferì la cappella in proprietà alla Parrocchia di San Brizio di Calimera per garantire la sua cura e manutenzione.

Il popolo di Calimera ebbe sempre a cuore la cappella; ciò è deducibile dai diversi interventi di restauro realizzati per migliorare la chiesa. Questi interventi di restauro sono testimoniate da iscrizioni all'interno della chiesetta:

  • Sull'architrave del portale si legge ‘Vinculum perfectionis Charitas 1684’
  • Sul pavimento si legge ‘Cav. Rocco Gabrieli ricostruì 1927'
  • Sulla controfacciata si legge ‘ Restaurata dal popolo di Calimera II aprile 1966'

In tutti i documenti notarili che descrivevano la cappella non si fece mai cenno alla pietra forata che emerge dal pavimento dell'unica navata della chiesa, ciò evidenzia: la rimozione assoluta del culto pagano di cui è espressione la pietra e l'esigenza di costruire la chiesa sopra la pietra forata.

Una leggenda tramandata da generazioni riguarda la costruzione della chiesa intorno alla pietra forata. Essa narra di un cacciatore che si perse nel bosco e si rivolse a San Vito per essere protetto dall'assalto del lupi, promettendogli la costruzione di una cappella in suo onore se fosse riuscito a superare il pericolo. Il cacciatore riuscì a salvarsi e costruì la cappella intorno alla pietra forata.

Un'altra leggenda narra di un contadino, di nome Vito, che si inoltrò nel bosco per raccogliere della legna. Egli venne chiamato ripetutamente da una voce proveniente da una pietra, che gli disse di essere San Vito chiedendogli di edificare una chiesetta in suo onore. Il contadino esaudì il desiderio del Santo, trasportando all'interno della chiesetta la pietra.

Un'ulteriore leggenda, la più nota tra gli abitanti di Calimera, racconta che nottetempo alcuni uomini originari di altri paesi tentarono di trafugare la pietra tentando di smuoverla tramite la forza di animali da traino; tuttavia ogni sforzo fu inutile e la pietra rimase al suo posto.

Modalità di accesso

Accesso da Strada vicinale Coppo

Indirizzo

Strada vicinale Coppo 73021 Calimera LE

Contatti

Indirizzo: Strada vicinale Coppo 73021 Calimera LE

Ultimo aggiornamento: 27/05/2024, 10:13

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